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twittAscuola! - Twitter come strumento di espressione ed inlcusione

Twitter come strumento di espressione ed inlcusione

Il progetto, ideato e sviluppato dal Dr. Filippo Borghesi ha ricevuto il Premio MED "Cesare Scurati" 2012 indetto dall'Associazione Italiana per l'educazione ai media e alla comunicazione ed è apparso tra le buone pratiche della rivista "Difficoltà di apprendimento" edita da Erickson. 

Entrare a far parte di un nuovo gruppo classe non è banale per nessun giovane di prima media. Se poi questi ragazzi hanno una particolare attenzione alle relazioni sociale ma delle disabilità che rendono più problematico il loro farsi conoscere agli altri, allora l’integrazione non è certamente un obiettivo scontato.

L’idea alla base del progetto è quella di utilizzare il servizio di microblogging Twitter per stimolare studenti con disabilità cognitive gravi o medio-gravi a esprimere le proprie emozioni e i propri pensieri. Con l’ulteriore obiettivo di dare ai loro compagni di classe input e argomenti di conversazione che incentivino la conoscenza reciproca nonché fornire alla famiglie e alle figure professionali che seguono questi ragazzi nell’extra–scuola un feedback sulla quotidianità scolastica che favorisca un lavoro di equipe.

IL PROGETTO

La caratteristica di Twitter di richiedere obbligatoriamente la scrittura di messaggi lunghi al massimo 140 caratteri ben si adatta a chi ha capacità di formulare pensieri brevi e specifici, facilmente riproducibili e ben assimilabili dai compagni di classe.

In momenti prestabiliti durante la settimana, la prima attività che l'alunno/a con disabilità svolge al suo arrivo a scuola è esprimere un proprio pensiero da condividere: su sé stesso/a, sulla giornata che sta iniziando o sulla giornata precedente che ha vissuto.

Aiutata dall’insegnante, l'alunno/a scrive questo pensiero sul computer, utilizzando le lettere sulla tastiera facilitata, o in altre modalità.

L’insegnate copia il messaggio sul profilo Twitter personale dell'alunno/a e lei lo pubblica in modo che possa essere letto da tutti i suoi followers al di fuori della classe durante la giornata.

Infine, in un intervallo tra due ore, durante la ricreazione o in un momento dedicato della giornata, viene accesa la LIM e collegata al profilo Twitter dell'allunno/a in modo che tutta la classe possa leggere ciò che ha voluto condividere con loro quel giorno e parlarne con lui/lei durante la giornata.

OBIETTIVI:

  • L’esercizio costante nella formulazione di brevi frasi e pensieri che riguardano il proprio vissuto serve all’ampliamento del vocabolario e degli argomenti di conversazione.
  • Il confronto con la necessità di utilizzare lettere e parole, non come semplice esercizio di apprendimento ma come un’azione necessaria (limitatamente al contesto dell’attività) per poter comunicare un messaggio agli amici fuori e dentro la classe, risulta molto più coinvolgente e funzionale a far crescere nell'alunno/a il desiderio e la consapevolezza di potersi raccontare.

Il flusso di tweet creato diventa nel tempo un bacino di informazioni importante per tutte quelle figure che vedono l'alunno/a al pomeriggio per le altre attività che completano la sua settimana, dalla palestra al gruppo parrocchiale, dalla mamma alle altre figure professionali che seguono la persona, ognuno di loro potrà attingere ai tweet per sapere cosa lui/lei ha voluto comunicare a scuola ed usare queste informazioni come argomenti di conversazione.

La visualizzazione dei messaggi sulla LIM in classe è una modalità scelta per rendere estremamente visibile, ma non forzata, la possibilità per i compagni di leggere ciò che l'alunno/a ha voluto scrivere su Twitter. 



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